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日志


8月15日

Un'altra Cina

Lavorare in un'ambasciata dà la possibilità di fare esperienze entusiasmanti. In queste tre settimane, ho avuto la possibilità di essere iniziata ai segreti della stesura del budget, degli affari consolari, della contabilità, dell'ufficio visti... ma la cosa più interessante è senz'altro poter essere associata al rapporto che Joel sta preparando sul sistema degli hukou. Per chi non è così addentro alle cose cinesi, si tratta in sintesi dei permessi di residenza: ognuno eredita il suo hukou dai genitori e se questo è di città, soprattutto Pechino e Shanghai, tutto OK mentre se è rurale sono cazzi, infatti con molta difficoltà l'hukou si può cambiare e se è vero che ognuno è libero di vivere dove gli pare è anche vero che senza hukou non si ha diritto alla previdenza sociale, alle cure sanitarie, le scuole costano di più e i lavori migliori si possono solo sognare. Insomma, gli hukou sono alla base di una buona parte dei problemi sociali cinesi. Per quanto riguarda Pechino, e le altre grandi città, uno dei principali è legato all'educazione: come detto, le scuole pubbliche costano molto di più per i migranti che per i residenti e con difficoltà accettano scolari provenienti dalle campagne. Così sono fiorite delle scuole private "per migranti", di condizioni e livello spesso assolutamente infimo. Ogni tanto il governo chiude qualcuna di queste scuole, ma non serve a niente perchè nè dà dei sussidi alle famiglie per permettersi le scuole normali, nè può obbligare queste ultime a accogliere tutti i nuovi studenti. La nostra ambasciata, tramite un collega dell'ufficio visti, aveva già l'anno scorso sostenuto una di queste scuole per Migrant Children donando dei vecchi computer, e siccome in questo periodo un'altra donazione era pronta, abbiamo deciso di fare una gita della sezione e andare a portarglieli, ottima scusa per visitare la scuola e raccogliere qualche informazione. Allora questa mattina siamo partiti, io, Joel e Disha con Huang shifu che guidava il pulmino con 3 computer, schermi e annessi vari. Come regali aggiuntivi, siccome un po' di marketing non fa mai male, avevamo anche preso i tappetini x il mouse con la bandiera (stilosissimi, per altro), delle cartine della Svizzera, un libro sull'arte svizzera (non ho ben capito il senso di questo particolare dono ma fa niente...) e un libro sulle Olimpiadi (da parte di Disha, ognuno fa marketing per il paese suo...). Siamo arrivati alla scuola dopo circa 3 quarti d'ora di viaggio, e invero si deve dire che dal quartiere ci aspettavamo molto peggio... in realtà non è niente male, c'è molto verde, parchi giochi, dei caseggiati nuovi e moderni... (certo non penso sia lì dove abitano gli studenti della nostra scuola!), e arriva anche la metro. La scuola in sè, comunque, non è niente di speciale, diciamo molto "essenziale", ma comunque decente e sicuramente meglio che niente. Il direttore, sig. Wang, ci ha accolto offrendoci da bravo cinese del tè verde e dopo un colloquio nel suo ufficio (interrotto da una signora che voleva iscrivere a scuola le sue due figlie) abbiamo fatto il giro del complesso, iniziando dall'aula computer dove abbiamo depositato il nostro carico. Si sente molto parlare, in questi giorni, di chiusure di scuole per migranti in tutta Pechino: pare che il governo voglia incoraggiare i bambini con hukou di altre parti a iscriversi alle scuole pubbliche. Purtroppo però, se l'idea potrebbe essere buona, nella pratica non funziona, perchè le scuole normali sono troppo care, o troppo distanti, per i migranti. Inoltre gli istituti come quello del sig. Wang mettono a disposizione, oltre a un'istruzione più a buon mercato, servizi come i bussini per andare a prendere i bambini a casa e un servizio di prima o doposcuola per coloro che hanno i genitori assenti anche a orari poco ortodossi. L'unico problema è che, dovendo vivere di mezzi propri, le condizioni delle scuole non sono il massimo, nè lo sono gli stipendi degli insegnanti, ed è difficile trovare professori autorizzati disposti a lavorare per così poco (70-80 euro al mese). Tuttavia, sembra che Wang si impegni molto per i suoi scolari, e si direbbe con un certo successo siccome non sembra preoccupato da eventuali chiusure forzate. La scuola si divide in elementare e media, non hanno il liceo appunto per via della difficoltà a trovare professori adatti. I programmi sono quelli seguiti in tutto il Paese, diversi da quelli di Pechino, infatti Pechino e Shanghai hanno libri di testo e programmi propri. Questo ppotrebbe essere un altro vantaggio di questo tipo di scuola: spesso dopo l'insegnamento elementare, o al limite medio, i ragazzi tornano nelle loro zone d'origine per completare gli studi, e aver seguito dei programmi diversi renderebbe l'inserimento nelle nuove scuole più complicato. Purtroppo la scuola non è ancora cominciata e non c'erano allievi nelle classi, ma il sig. Wang ci ha invitati a tornare tra qualche settimana per vedere la scuola "che vive", cosa che se ne avremo la possibilità faremo senz'altro.  Siccome avevo con me la macchina fotografica, e non era un problema fare foto, posso regalarvi qualche immagine da un mondo molto lontano sia dall'Europa che dal distretto di Chaoyang!!